Non classic serial - 2015

 

6pmm4 16pmm5 1

 

 

 

 

 

 

 

Lo spettatore è soggetto e performer del video installazione proposta. Registrata via webcam, la sua immagine è proiettata in tempo reale su dei supporti riflettenti o porosi, questi ultimi lasciano passare una parte della luce, moltiplicando il video in una spazialità decostruita. L’obbietivo è di proporre una esperianza frammentata della visione, dove l’archittetura non è più in grado di dare un punto di riferimento, tra l’ansia e il gioco, lo spettatore composa con il suo corpo un luogo assurdo in perpetuale movimento. I primi visitatori entrano in uno spazio vuoto d'imagine, dove è solo proetata l'imagine dello spazio vuoto. Piano piano la webcam registra le presenze umane che iniziano a occupare, saturare quel luogo, creando cosi un circolo infinito di immagini. In questo sistemo chiuso, l'incastro dei imagine nei imagine, la “mise en abîme”, funziona come un tentativo illusionisto per scavare moltipli vie nelle parete tangibile dello spazio espositivo. L'opera si attiva solo con lo spettatore.

Al contrario della scultura classica che perde la sua deificazione nella serialità. L’uomo ascesa ad un stato sovranaturale, contemplando cosi la sua ubiquità digitale.

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